Manfry intervista Il Postino

Buona sera sig. Postino e complimenti per la sua vittoria… innanzi tutto come si sente?

Buonasera Manfry, mi sento come se avessi vinto la Champion’s League. In fondo Dybbe lo ha dichiarato pubblicamente che il titolo di SorCampione è il più importante dopo la Champion’s…

Può descriverci le sue sensazioni il secondo esatto dopo il fischio finale dell’ultima sfida?

Incredulità e confusione. Ho guardato l’orologio, vedevo il Secco a terra infortunato, Twin che mi veniva incontro ad abbracciarmi. Fino ad un minuto prima il risultato era in pareggio e sarei arrivato ancora secondo. Appena ho realizzato mi è venuta voglia di correre e mi sono ritrovato seduto sulla panchina di fronte al desk dello Sportcity senza nemmeno accorgermene.

E’ stata una stagione lunga e faticosa, quale e quando c’è stato il momento più difficile?

Nel complesso, l’ultima giornata fin dal pomeriggio. Era come una finale con un risultato obbligato, la vittoria, contro il “quasi imbattibile” Brilli. Il momento davvero difficile da affrontare è stato il pareggio di Vito a poco più di due minuti dalla fine. Ho pensato di aver perso. Fino al gol di Bobbo ho provato a convincermi che il secondo posto era un bel risultato ma non era vero. Ero come in un limbo. Poi ho visto Bobbo che correva togliendosi la maglia, non mi ero accorto nemmeno che avesse segnato.

La sorca, lei lo sa, è composta da tante persone e tante personalità ma credo sia giusto, nel suo caso, citare due specifici giocatori che sono stati determinanti in questa stagione. Il primo, il suo antagonista sino all’ultima giornata, al secolo Brilli. Può dirci le sue impressioni su questo nuovo entrato nel mondo della sorca?

Andrea Brilli lo abbiamo iniziato ad apprezzare nelle partite con un altro gruppo di amici, organizzate da Iceman. Andrea e’ uno dei giocatori, a livello amatoriale, più forti e determinanti. Bravissimo ragazzo, abbiamo insistito parecchio per portarlo nel SorCampionato. Sono contentissimo che si sia appassionato. Per fortuna la Sorca d’Oro non la vince sempre il miglior giocatore…

Due parole, inoltre, credo che glielo deve più di tutti, su Bobbo, l’autore del gol più importante nella sua carriera in sorca.

Bobbo, secondo me, è uno dei personaggi più simpatici che abbiamo mai avuto in rosa. Inoltre è fortissimo praticamente in ogni ruolo. Io che nella mia carriera amatoriale ho segnato più di 800 gol, devo riconoscere che il gol più importante l’ha realizzato lui per me! Ottimo secondo, ma anche lui meritava di vincere.

Come lei sa in questo periodo va molto di moda l’amarcord  sorcarolo e si vanno a recuperare un po’ di storie e di personaggi del passato. Ci sono vecchie glorie non più attive che le piacerebbe rivedere o che l’hanno particolarmente colpita nel corso della sua partecipazione al sorcampionato, sia a livello umano che a livello sportivo e se può raccontarci qualche aneddoto particolare della lunga storia della sorca da Lei vissuto.

Citarne qualcuno sarebbe un peccato per tutti gli altri. Sono passati grandi giocatori ed anche grandi uomini. Secondo me la vera forza è il gruppo, dagli ideatori, al presidente fino all’ultimo esordiente, tutti contribuiscono alla riuscita del campionato amatoriale più bello del mondo. Di aneddoti ce ne sono a decine. Ne cito uno dei tempi dello Stella Azzurra: un ragazzo francese, soprannominato Meeerd, che, all’esordio incrocia Eda e gli chiede con ovvio accento francese: “sstto scerrrcando la sorscia!” ed Eda: “pure io, da na vita!”. Inoltre, come non ricordare Metin il turco che si metteva il peperoncino negli scarpini per scaldarsi i piedi…

Lei in campo riveste molti ruoli, portiere, punta difensore centrale, e tutti con ottimi risultati….ma il postino giocatore vero, qual è?

Ho iniziato la mia avventura col calcio in porta, a calcetto col Garden under 18. Un signore mi ha portato al Consalvo per iniziare a giocare a calcio a 11 ma, per dimagrire un po’, il mister mi faceva giocare in ogni ruolo per correre. Col G. Castello ho giocato centrale dietro, poi calciotto con gli ammisci in attacco, con hobby sport terzino destro… insomma ho ricoperto davvero tutti i ruoli. Sempre a disposizione del mister di turno, ricopro i vari ruoli in base allo stato di forma, partendo da attaccante fino a portiere, rigorosamente in ordine di fiato.

In un ipotetico fantacalcio…..quanti sorcamiliardi vale il Postino e, secondo lei, attualmente, chi è il Cristiano Ronaldo della sorca?

Domanda molto carina ma alla quale non so rispondere. Considerandolo che sono il SorCampione in carica direi parecchi, ma sono consapevole che il campionato non lo vince il miglior giocatore. Direi Cristiano Brilli e Lionel Bobbo, indubbiamente i migliori della passata stagione.

E l’uomo postino, per chi non la conosce, chi è e cosa fa?

Sposato con Chiara e con una bimba, Giada, di 18 mesi mi occupo di sistemi informatici. Al momento lavoro per l’Agenzia Spaziale Europea. Adoro viaggiare per il mondo con la mia famiglia e.. stare sul divano a vedere le serie tv più disparate. Ah… Una vita fa ero maestro di tennis ed arbitro di calcio… ma erano peccati di gioventù.

Lei da sempre è conosciuto come il Postino ma a molti sfugge l’origine di questo soprannome che si perde nella notte dei tempi. Ci può raccontare come è nato il nickname, il postino.

Soprannome nato ai tempi dei Bohemiens. Aristide, mio vecchio amico, utilizzava i termini più disparati per descrivere gli eventi. Un modo per descrivere i gol, le palle in buca a biliardo… erano le imbustate, come le lettere prima di essere spedite. Ogni gol era una imbustata e dato che consegnavo tantissime lettere ai portieri mi hanno chiamato Il Postino, primo tra tutti, il Seppia, mitico portiere Arancio/Nero.

Se mi consente, ultime due domande. A chi dedica questo trionfo?

Indubbiamente a Chiara che mi ha sempre incoraggiato a venire al campo anche con Giada di pochi mesi e che mi ha spronato a completare la scorsa estate, 100 km di corsa per preparare la stagione e… per avermi cucinato con costanza (8 mesi) una dieta che mi ha fatto perdere 24 kg.

E infine, per dirla alla Marzullo, cosa c’è dietro l’angolo?

Tante attività da portare avanti, far crescere bene Giada, lavorare sodo e migliorare la forma fisica per un’altro straordinario SorCampionato.

Grazie infinite e complimenti.

Grazie a te Manfry che mi hai portato in questo splendido gruppo.

PS
Chiudo con un’altro aneddoto: stagione 2005/2006, Manfry mi consegna, nel parcheggio dello Stella Azzurra, la forchetta di legno. Andando a casa, tra me e me mi ripetevo: un giorno mi consegnerà la coppa del SorCampione… un momento atteso 10 anni…

Annunci